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IL VIAGGIO IN algeria DI ALDO




Finalmente il deserto.
Sono anni che conto di organizzare questo viaggio .
Negli anni passati durante i vari viaggi effettuati, ho incontrato tanti amici che mi hanno decantato le mille bellezze e il fascino di questa destinazione , ma quello che più mi ha incuriosito e’ stata la difficoltà che avvertivo quando con le parole cercavano di spiegarmi le sensazioni provate.
Adesso ne capisco il motivo .
Il deserto non si può raccontare.
Quest’ anno e’ la volta buona per scoprire questo magico mondo.
Anche se ho un rammarico.
E’ la prima volta che parto da solo senza Annarita, purtroppo il tipo di viaggio e’ fortemente condizionato dal fattore climatico , quindi realizzabile solo in alcuni mesi dell’anno.
Annarita per problemi di lavoro non può partire in questo periodo.

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  • Il mese scelto e’ quello di Novembre, con temperature accettabili sia di giorno che di notte , nonostante la forte escursione termica che porterà le temperature notturne prossime allo 0°, la zona che visitiamo, si trova ad un altitudine media intorno ai 2200m SLM , sul massiccio dell’Hoggar nell’Algeria meridionale.
    Partiamo da Roma l’ otto novembre e dopo un breve volo siamo ad Algeri abbiamo giusto il tempo per un breve spuntino prima della coincidenza aerea delle 19,30 che ci porterà all’oasi berbera di “TAMANRASSET” nel sud dell’Algeria .
    All’ arrivo pernottiamo in un campeggio con delle camere molto spartane , ma dopo stanotte ci aspettano otto giorni di tenda , rivedremo un letto vero a “DJANNET” , quindi cerchiamo di fare una buona dormita , da domani si inizia a fare sul serio.
    Dopo colazione iniziamo a prendere i primi contatti con i nostri amici “TUAREG” che in questi giorni ci faranno da guida , autisti , cuochi e maestri di vita .
    Carichiamo le provviste di cibo e di acqua per i prossimi giorni , e le taniche di benzina di scorta che ci occorreranno per la traversata che ci aspetta da “TAMANRASSET” a “DJANNET” nell’area dell’Algeria meridionale .
    Dopo qualche ora ultimati i preparativi partiamo per questa magnifica avventura, e come prima tappa ci attende l’eremo di “PERE FOUCAULT”, mitico personaggio prima ufficiale della legione e poi missionario, che ha speso buona parte della sua vita nello studio delle tradizione e della cultura “TUAREG” .
    L’eremo e’ stato ora trasformato in un rifugio punto di partenza per raggiungere la sommità dell’ “ASSEKREM” da dove possiamo ammirare lo spettacolo delle cime che circondano il lato meridionale del’ eremo un vero anfiteatro di guglie e di vette, e qui attendiamo il calare del sole in un contesto che ci offre un panorama favoloso , che con il calare del sole assume tutte le tonalità e le sfumature del rosso e’ uno spettacolo fantastico.
    Ed anche se siamo infreddoliti rimaniamo in attesa che l’ultimo raggio di sole sparisca all’orizzonte.
    La sera ceniamo intorno al fuoco del nostro bivacco e riceviamo la bella notizia che c’e’ la possibilità di essere ospitati all’interno del rifugio , anche se in camerata multipla, dormiremo nei nostri sacco a pelo ma all’interno e non in tenda come era previsto .
    Fa molto freddo a questa quota siamo a oltre 2700m SLM e la variante ci fa molto piacere.
    Il mattino, dopo colazione partiamo verso sud, e lungo la strada facciamo delle tappe strategiche , per trovare degli alberi secchi da cui procurarci la legno che ci servirà nei prossimi giorni nei tratti in cui non ci sarà nulla da bruciare per i nostri bivacchi serali .
    Infatti per quanto riguarda i nostri pasti, di giorno si risolvono con delle brevi tappe durante le quali consumiamo dei pasti freddi a base di insalate , e scatolame vario , fagioli ,tonno e frutta, il tutto preparato la sera prima dai nostri amici “TUAREG” tuttofare .
    Invece la sera si accende il fuoco e vengono preparate delle ottime zuppe calde , che visto il calare della temperatura di sera , fanno molto piacere , ed in più mangiamo carne di capra, acquistata al momento presso dei pastori che incontriamo lungo la strada .
    La capra viene uccisa e macellata al momento sempre dai nostri autisti che la cucinano in modo ottimo in una specie di spezzatino molto speziato.
    Nei giorni seguenti vivremo una serie di emozioni riassumibili in una serie di nomi di luoghi impronunciabili come : “YOUFIHAKIT” ; “HONAG” ; “TIGHARGHART” ;”ARG ADMER” ;”ISSENDILENE” ; “TIKOUBAOVINE” .
    Luoghi che racchiudono emozioni impossibili da riassumere con le parole .
    Si va dalla sensazione di pace e serenità delle ore di inizio e fine giornata , quando i colori che assume il deserto in tutte le sue forme sia quella delle zone rocciose che quella delle immense distese di sabbia sono tenui e delicati , e le ombre proiettate dai raggi del sole la fanno da padrone nel creare forme e figure bizzarre .
    A quando nel corso della giornata, il sole a picco rende tutto monocromatico nella sua luce accecante , che riempie tutti gli spazi e non da possibilità di riposo se non all’ombra di sporadici alberi che si trovano unicamente nelle zone rocciose .
    In tutto questo contesto ci sono da considerare i fantastici panorami creati ora da formazioni di roccia erosa, dalla sabbia e dal vento di mille tempeste di sabbia , ora da enormi colline fatte di una sabbia cosi sottile da risultare impalpabile , e che ogni giorno cambiano forma e dimensione .
    Oppure l’attraversare antichi letti di fiumi (UADI) , che un tempo come si può vedere dalle tracce lasciate dal passaggio dell’acqua lungo le alte pareti hanno trasportato enormi quantità di acqua , che rendeva un tempo abitate e piene di vita queste aride terre , come si può vedere, dalle tante testimonianze lasciateci in decine di caverne un tempo abitate da uomini primitivi , di scene di caccia e di tanti animali che popolavano quella che doveva essere una immensa savana .
    Altri momenti indimenticabili saranno quelli trascorsi la sera intorno al fuoco insieme ad amici occasionali ma che con cui ci siamo trovati a condividere sensazioni che solo una notte nel deserto illuminata dalla luna piena ti può regalare .
    Il tempo che abbiamo trascorso nel deserto ci e’ sembrato scandito da un orologio diverso da quello che segna le giornate nel nostro vivere quotidiano , qui il tempo sembra quasi palpabile .
    Poter assistere a riti antichi, ripetuti quotidianamente dai nostri accompagnatori”TUAREG” e’ stato un altro momento magico di questo viaggio , sia quando si raccoglievano per la preghiera in vari momenti della giornata , che quando durante le soste si dava inizio al rito della preparazione del the , ci raccontavano del motivo per cui prendono il the non una ma tre volte.
    La tradizione vuole che il primo deve essere amaro come la morte , il secondo forte come la vita , mentre il terzo deve essere dolce come l’amore.
    E’ nella attenzione con cui compiono gesti ripetuti ogni giorno , senza fretta in un rituale che si ripete da centinaia di anni che si percepisce il rapporto con il tempo e con l’ambiente che hanno questi uomini , un rispetto assoluto per ogni cosa che li circonda , con l’ambiente, gli animali , ogni loro oggetto , ma soprattutto con l’acqua un bene cosi prezioso in questo ambiente cosi ostile .
    Hanno insegnato anche a noi come dosare la poca acqua che ognuno di noi ha disponibile durante la giornata , infatti oltre l’acqua da bere ognuno di noi dispone di ½ litro d’acqua al giorno per le esigenze personali ,non e’ stato facile , ma siamo riusciti a sopravvivere fino alla meritata doccia che abbiamo fatto a “DJANNET” . Alla fine i nostri piccoli sacrifici sono stati ampiamente ripagati dalle mille emozioni che il deserto Algerino dell’Hoggar ha saputo regalarci



    Arrivederci algeria e grazie per i magnifici ricordi che mi hai regalato. Aldo