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IL VIAGGIO IN namibia DI ANNARITA E ALDO


Quando la realtà supera la fantasia un viaggio può diventare un mito . Proprio così, è quello che è successo a noi quest’anno realizzando questo viaggio. Siamo tornati in Africa a distanza di quattro anni dopo la fantastica esperienza vissuta nei parchi della Tanzania. Il pensiero era quello di rimanere un po’ delusi avendo gia visitato parchi magnifici quali: il “Serengheti” il “Maniara, lo “Ngorongoro,e incontrato popoli come i Masai e i boscimani .Ma non è così , l’africa non ti delude mai , può solo sorprenderti e così è stato. L’avventura intrapresa quest’anno è stato una vera e propria traversata della parte sud occidentale del continente con partenza da Citta del Capo ,attraversando in parte il Sudafrica , la namibia in tutta la sua lunghezza e toccando paesi come Botswan e Zambia, fino a concludere questa grande traversata raggiungendo quello spettacolo della natura che sono le cascate Vittoria in Zimbabwe.

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Affrontando questo viaggio avevamo messo in preventivo un bel po’ di difficoltà, come quella di viaggiare per oltre 6000 Km su piste il più delle volte in sterrato; affrontare l’inverno australe dovendo trascorrere più di venti notti in tenda in autonomia alimentare utilizzando la nostra cucina da campo , trascorrere quasi un mese con un gruppo di persone a noi sconosciute.
Ma quelle che avevamo considerato come difficoltà si sono rivelate la ciliegina sulla torta che ha coronato una grande traversata. Il primo punto quello della lunghezza del viaggio è stato superato non appena abbiamo visto il nostro mezzo di trasporto e i suoi autisti:
il Track ,un vecchio DAF 4x4 stile “OVERLAND” riadattato allo scopo in modo magnifico, con ampie vetrate e comodi sedili è stato un amore a prima vista ci siamo subito innamorati della sua aria vissuta da veterano di mille safari, sarà la nostra nuova casa per quasi un mese e ci porterà in giro per mezza africa.
Che dire poi dell’equipaggio, il nostro autista ,il mitico Jack un personaggio che sembra appena uscito da un documentario del National Geographic , mezzo olandese e mezzo tedesco bravissimo nel suo lavoro e sempre pronto a condividere una birra .
aiutato dal bravissimo e simpatico Oscar,che è stato un aiuto sempre presente e validissimo.
Affrontare l’inverno australe in tenda è stata dura ,ma siamo stati ampiamente ripagati dalle magnifiche serate trascorse intorno al fuochi dei nostri bivacchi , dalle straordinarie stellate del cielo australe ,dai mille suoni delle notti africane che ci hanno impaurito ed allo stesso tempo estasiati.
Il terzo punto quello riguardante i rapporti interpersonali con il resto del gruppo è stato il coronamento di un viaggio già di per se eccezionale .
Abbiamo condiviso questa esperienza con un gruppo di persone eccezionali che per noi sono diventati più che compagni di viaggio, si sono rivelati degli amici preziosi da custodire gelosamente.
A questo punto dopo una lunga ma doverosa presentazione possiamo passare al viaggio vero e proprio.

10-11/07/11- Dopo un lungo volo da Roma a Joannesburg con relativo scalo in Egitto a Al Cairo ed un volo interno Joannesburg-Citta del Capo Il nostro viaggio inizia con la vertiginosa ascesa in funivia delle Table Mountain dalla cui cima si gode della spettacolare vista di Cape Town e della penisola del capo di buona speranza li ci tratteniamo per ammirare il tramonto che colora di rosso la baia sottostante.

12/07/11- Ci dirigiamo verso il mitico Good Hope e lungo la strada facciamo una tappa strategica per la colazione nel porticciolo di Hout Bay dove incontriamo un simpatico leone marino che gironzola sul porto a caccia di cibo nei banchetti del mercatino dei pescatori locali per poi rituffarsi libero nelle acque della baia.
La visita del capo di buona speranza è davvero suggestiva ci emoziona la consapevolezza di trovarci sulla punta estrema del continente africano,e il pensiero va a quei navigatori che hanno rischiato la vita per attraversare quello che è il confine tra l’oceano indiano e l’oceano atlantico.
Sulla strade del ritorno ci fermiamo fino a ora di cena al simpatico Waterfront dove passiamo una piacevole serata e consumiamo l’ultima cena in ristorante prima di iniziare il safari vero e proprio.

13/07/11- Prima di diverse lunghe tappe di trasferimento qualche sosta lungo la strada solo per bisogni fisiologici.
Comunque anche durante queste lunghe tappe inganniamo il tempo ammirando il cambiare continuo del panorama.

14/07/11- Oramai siamo esperti nel montare e smontare le tende cosi in poco più di mezzora smontiamo il campo e ci avviamo verso il confine con la Namibia.
Raggiunto il camp site dove pernottiamo montiamo il campo e ci portiamo verso il Fish River Canyon dove facciamo una bella passeggiata lungo la sua cresta e ci godiamo un bel tramonto dalle pendici del canyon.

16/07/11- Svegli alle 05.00 in un freddo pungente , ma dobbiamo affrettarci per raggiunger la mitica duna 45 alle porte del deserto del namib se vogliamo assistere all’alba dalla sua vetta.
Ci riusciamo e dopo una lunga e faticosa scalata della duna siamo premiati dal sorgere del sole che piano piano colora il deserto che ci circonda di tutte le sfumature possibili di rosso,è uno spettacolo fantastico e ce lo godiamo fino in fondo ognuno perso nei propri pensieri.
Lungo la strada del ritorno ci fermiamo per una piccola spedizione di speleologia nella spaccatura del Sesriem Canion accompagnati da un caldo tremendo, infatti le escursioni termiche durante l’arco della giornata sono davvero notevoli.
17/07/11- Ancora in viaggio, tappa a Solitaire per assaggiare la torta di mele famosa in tutta la Namibia.
Dopo alcune ore raggiungiamo Swakopmund, uno spaccato di terra tedesca in africa costruzioni stile bavarese in Namibia davvero singolare.

18/0711- Si prosegue lungo la costa in direzione di Cape Cross entriamo nel parco e siamo accolti dall’assordante verso e dal pungente lezzo degli escrementi delle oltre 100.000 otarie che popolano la colonia di otarie più grande d’africa.
In prossimità di questa costa proprio a causa della nutrita colonia c’è la presenza di un numero eccezionale di squalo bianco.
Continuiamo in direzione della famigerata skeleton coast il cui inizio è segnalato da un inquietante cancello con evidenziato un enorme teschio con l’avviso che chi lo oltrepassa lo fa a proprio rischio e pericolo.
Ci avventuriamo all’interno del deserto del namib che va ad incontrarsi con le onde dell’oceano atlantico e lungo la strada ci imbattiamo nei relitti di diverse navi che si sono arenate sulle spiagge di questo tratto di costa costantemente avvolto dalla nebbia.
Prima della fine della giornata riusciamo a raggiungere il sito di Twylfelfontein dove si trovano delle magnifiche incisioni rupestri a testimonianza che un tempo questa area era una savana ricca di vita, popolata da uomini e animali.
Mentre visitiamo il sito si avvicina il tramonto e le rocce dove sono incise queste testimonianze si accende di un rosso fuoco entusiasmante.

19/07/11- Ci dirigiamo verso la regione del kaokoland dove incontreremo le etnie Himba ed Erero .
Lungo la strada dobbiamo fare i conti con la strada sterrata e con forti dislivelli , infatti ad un certo punto siamo dovuti scendere e fare un tratto a piedi per consentire al nostro vecchio truck di superare una forte pendenza.
Nel pomeriggio raggiungiamo la cittadina di Opuwo dove acquistiamo generi alimentari da regalare al villaggio Himba che ci apprestiamo a visitare.
Durante la visita al villaggio ci intratteniamo con la donna anziana che ci spiega alcune usanze di questa etnia che continua a conservare le proprie tradizioni a dispetto dell’avvicinarsi sempre più pressante della cosiddetta civiltà e qui troviamo conferma della tanto decantata bellezza delle donne Himba.

20/07/11-Sveglia comoda alle 06,30 e trasferimento verso le Epupa Falls lungo la strada attraversiamo altri villaggi Himba e in uno di questi incontriamo un medico locale che provvede alle vaccinazioni dei bambini del villaggio, ci tratteniamo un pò di tempo in loro compagnia dando una mano per quanto nelle nostre possibilità e lasciamo al dottore qualche medicinale portato dall’Italia.
In tarda mattinata raggiungiamo il site camp che è bellissimo e si trova proprio sulle rive del fiume Kunene in una vegetazione rigogliosa le cui sponde formano praticamente il confine naturale tra Namibia ed Angola .
Il camp dove soggiorniamo è assolutamente da sogno, la vista sulle cascate contornate da magnifici baobab che si gode da una piattaforma in legno ci lascia senza fiato , e quando scende la sera la spettacolo delle cascate illuminate da una fantastica luna piena ci costringe a rimanere fino a tarda sera a godere di questo spettacolo che ognuno di noi cerca di imprimere in modo indelebile nella propria mente con la consapevolezza che probabilmente non avremo una seconda occasione per godere di questa meraviglia.

21/07/11-Lasciata la cittadina di Opuwo ci accingiamo verso il parco dell’Ethosa e all’arrivo al camp iniziamo ad avere un anteprima della miriade di animali che incontreremo in questi giorni,
infatti all’interno del camp si trova una pozza d’acqua che attira gli animali che si trovano nelle zone circostanti essendo questo territorio molto arido .
La sera ci mettiamo in paziente attesa tutti imbacuccati per proteggerci dal freddo pungente,e la nostra attesa viene premiata, pian pianino ed un gruppo alla volta gli animali della savana si avvicinano per soddisfare la loro sete.
Per primi si avvicinano degli sciacalli poi delle gazzelle degli impala ,una coppia di rinoceronti ,seguiti subito dopo da un enorme branco di giraffe con al seguito i loro cuccioli,assistere all’abbeverata delle giraffe è stato uno spettacolo commovente
tutti gli adulti si sono posti a semi cerchio per consentire la abbeverata dei cuccioli,che in quel momento quando sono piegate con le zampe anteriori allargate per poter avvicinare il capo all’acqua sono assolutamente vulnerabili ad un eventuale attacco di qualche predatore.
Ad un certo punto tutti gli animali sono spariti , e il perche lo abbiamo capito poco dopo quando abbiamo visto avvicinarsi orgogliosamente un gruppo di leoni, un maschio e due femmine che con grande regalità hanno saziato la loro sete allontanandosi poi nella notte.

22/04/11-Dedichiamo tutta la giornata al safari nel parco dell’Ethosa ,e qui si rivelano preziose le nostre guide infatti grazie ai loro occhi allenati scorgiamo animali che altrimenti non avremmo mai visto.
Molto bello è stato vedere da vicino i famosi elefanti bianchi del namib,oltre ovviamente ad altri favolosi incontri con antilopi ,giraffe, orici ecc.ecc.

23/07/11- Tappa di trasferimento dalla Namibia verso il Botswana con sosta lungo la strada a Rundu per la spesa e consumare gli ultimi rand e dollari Namibiani che in Botswana non sono accettati.
Nel primo pomeriggio raggiungiamo il N’Gepi Rest Camp un simpatico Camp posto proprio sulle rive del fiume Okawango e attrezzato di una piacevole palizzata anticoccodrillo panoramica dove ci rilassiamo per il resto del pomeriggio godendoci birra fresca e chiacchierando con altri ospiti del Camp .

24/07/11- Come al solito sveglia di buon ora,oggi dobbiamo attraversare la dogana con il Botswana e non conosciamo i tempi per il disbrigo delle pratiche burocratiche.
Fortunatamente il tutto si risolve abbastanza velocemente,così decidiamo nel pomeriggio di effettuare il tanto atteso volo con piccoli aerei monoelica sullo spettacolare delta dell’Okawango , questo è stato per me uno degli appuntamenti più attesi, dopo averlo visto tante volte nei documentari televisivi finalmente possiamo assistere personalmente alla meraviglia della natura che è il delta di questo fiume , che con le sue acque crea un ecosistema assolutamente unico all’interno dell’arido deserto del kalahari , dove possono trovare ristoro l’infinita di animali di tutte le specie che popolano questa arida terra.
Incontrare gli animali durante il nostro safari in auto è stato entusiasmante,ma Lo spettacolo a cui assistiamo dai nostri piccoli aerei va oltre ogni aspettativa,visto dall’alto si comprendono le dimensioni di questa magnifica terra e si ha un’idea della magnificenza del suo abitat,
scorgiamo tutti insieme in un unico colpo d’occhio enormi branchi di elefanti ,zebre ,gnu , antilopi spettacolari baobab enormi formicai che si perdono in una miriade di canali, è uno spettacolo che ci lascia entusiasti.
La sera dopo una buona cena intorno al fuoco ci godiamo una bella serata bevendo birra e ripensando alla magnifica esperienza vissuta appena poche ore prima e con ancora negli occhi e nel cuore lo spettacolo dell’Okawango ci ritiriamo nelle nostre tende.

25/07/11- Sveglia tanto per cambiare molto presto,abbiamo due ore di trasferimento in jeep scoperte per raggiungere il Moreni N.P. ,il trasferimento ci mette a dura prova fa veramente molto freddo ,
fortunatamente non abbiamo sottovalutato i consigli ricevuti da altri turisti e ci siamo attrezzati addirittura infilandoci nei sacchi a pelo che ci siamo portati dietro.
Anche questa giornata africana ci regala fortissime emozioni, all’interno del parco oltre ai tanti avvistamenti di elefanti ,giraffe ,kudu,ecc.ecc.
ci imbattiamo in due incontri formidabili ,il primo con una coppia di spettacolari leoni maschi che riposano proprio sul bordo della strada perche probabilmente la nostra è la prima jeep che passa nelle loro vicinanze e non sono stati disturbati,
così possiamo avvicinarci a 4-5 metri e goderci lo spettacolo di questi splendi esemplari che beatamente si crogiolano al sole, abbiamo quasi la sensazione che allungando un braccio avremmo potuti sfiorarli,(ma ovviamente nessuno ha voluto provare) .
Il secondo grazie agli occhi attenti della nostra guida che ci fa notare la presenza della carcassa di un impala appena ucciso, ci posizioniamo con la jeep in attesa nei pressi della carogna, e poco dopo vediamo arrivare addirittura tre leopardi,
la madre con due cuccioli,la guida ci spiega che la cattura è stata fatta dalla madre che sta istruendo i propri cuccioli alla caccia.
Ci tratteniamo nei pressi per un bel po’ di tempo ad ammirare la scena dei tre leopardi che dilaniano la preda uno spettacolo molto duro ma che fa parte del gioco della vita . Anche stasera avremo molto di cui chiacchierare davanti al fuoco con un buon bicchiere di grappa portata dall’Italia.

26/07/11- Giornata dedicata al trasferimento verso Gweta dove arriviamo nel pomeriggio all’Elephant Sand Campsite e qui ci concediamo un pomeriggio di relax in attesa di recarci dopo cena alla pozza illuminata per nuovi avvistamenti notturni.

27/07/11- Altra mattinata di trasferimento verso il nord arriviamo nel primo pomeriggio a Kasane nei pressi del fiume Chobe e visto l’orario decidiamo di anticipare l’escursione in barca,prevista per il giorno dopo.
Le emozioni in questo viaggio non finiscono mai anche questo posto ci regala sensazioni incredibili.
Dopo la terra e il cielo navigare le acque del fiume Chobe significa ammirare ancora da un'altra prospettiva questo incredibile mondo, con la nostra barca ci avviciniamo incredibilmente all’infinita di isolotti che ospitano uccelli acquatici di ogni genere,
branchi di elefanti (che qui sono enormi) colonie di ippopotami ,pigri coccodrilli che si godono il sole sulle basse rive, ancora una volta assistiamo ad uno spettacolo della natura indescrivibile,
completato da un tramonto che accende i colori e ci accompagna nel rientro verso il nostro “track”.
Rientriamo al camp site per goderci un’altra serata in compagnia davanti al fuoco,con la consapevolezza che stiamo trascorrendo delle giornate memorabili.

28/07/11- Ultimo safari via terra lungo le sponde del fiume Chobe con altri ottimi avvistamenti,e proseguimento verso il confine con lo Zimbabwe.
Lasciamo la frontiera del Botswana abbastanza velocemente,ma per attraversare quella con lo Zimbabwe impieghiamo più di due ore .
Arriviamo nel primo pomeriggio alla cittadina di Victoria Faals ,dove rimaniamo in giro tranquillamente organizzando il rafting per l’indomani sul fiume Zambesi e facendo qualche acquisto.

29/07/11- Mattinata dedicata alla discesa in rafting sul fiume Zambesi.
Dopo un breve briefing trasferimento sul posto ,vestizione e ripida discesa a piedi per raggiungere le canoe da sei posti che ci attendono sulla riva del fiume .
Dopo un breve riassunto delle principali regole da rispettare inizia la discesa che dura ventitre chilometri con tanta adrenalina ,qualche ribaltamento e con un panorama stupendo offerto dalle alte pareti tra cui scorre lo Zambesi,
(se non fosse per i coccodrilli appisolati sugli isolotti che ogni tanto emergono dall’acqua che ci danno qualche preoccupazione).
Lasciata questa emozione ci accingiamo a viverne un'altra di tutt’altro genere .
Le Victoria Faals ci accolgono da lontano, mentre ci avviciniamo scorgiamo la nuvola di acqua nebulizzata che avvolge costantemente le cascate e man mano che ci avviciniamo si distingue sempre più chiaro il boato dei milioni di litri cubi di acqua che precipitano da un altezza di oltre 150 metri per un ampiezza di quasi due chilometri.
E’ quando siamo al cospetto di questo spettacolo della natura che comprendiamo che questa è la degna conclusione di un esperienza che è iniziata come una traversata dell’africa australe e man mano che passavano i giorni si è trasformata in una esperienza di vita ,grazie alla magnificenza dei luoghi visitati e grazie al meraviglioso gruppo di persone con cui abbiamo condiviso questa grande avventura Africana. SAFARI AUSTRALE OVEST 10/31-LUGLIO-2011 PARTECIPANTI:

AGNESE;ANDREA;ANNAMARIA;ANNARITA;DANIELA;FRANCESCO;MIRCO;ROBERTO;ROSSANA;TIZIANA;ALDO.

GRAZIE A TUTTI PER AVER RESO INDIMENTICABILE UN GRANDE VIAGGIO





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