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IL VIAGGIO IN tanzania DI ANNARITA E ALDO


Per il secondo anno consecutivo partiamo in viaggio con “AVVENTURENELMONDO” , l’esperienza dello scorso anno in Thailandia ci ha entusiasmati e non vediamo l’ora di ripeterla,quest’anno una meta molto più impegnativa : faremo il giro dei principali parchi del nord della Tanzania e lo faremo in tenda, l’unico modo possibile per entrare veramente in sintonia con questo straordinario paese .
La seconda parte del viaggio la dedicheremo al mare, con un soggiorno di circa una settimana nella famosa isola delle spezie, la mitica "ZANZIBAR" per riposarci dalle fatiche del safari.
Il viaggio ha inizio l’otto luglio del 2006 nientemeno che alla vigilia della finale mondiale di calcio, Italia Francia.
Partiamo da Roma dove facciamo la conoscenza di una parte del gruppo , altre due persone ci raggiungeranno l’indomani ad “ARUSCHA”.
Dopo una scalo tecnico ad “ADDIS ABEBA” arriviamo a “NAIROBI” in Kenia da dove prendiamo un bus notturno alla volta di Aruscha, cittadina anonima che deve la sua importanza al

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fatto di essere in pratica il punto di partenza di tutti i safari nei parchi del nord della Tanzania.
Arriviamo giusto in tempo per sistemarci in albergo , prima di accingerci a seguire la finale mondiale.
Nella hall dove seguiamo la partita, per l’evento, si sono radunate molte persone locali che quasi sicuramente nelle loro abitazioni non hanno la TV , ed e’ insieme a loro che seguiamo la partita .
Alla fine dopo la sofferta vittoria , quelli che tifavano Italia si uniscono ai nostri festeggiamenti brindando con la birra che offriamo per l’occasione .
Questo viaggio non poteva iniziare in modo migliore , siamo campioni del mondo.
Dopo cena siamo finalmente a letto, sono state tante le emozioni in questa prima giornata africana ed e’ difficile addormentarsi,ma la stanchezza e’ tanta.
Il mattino successivo ci prepariamo alla partenza , facciamo scorta di tutto l’occorrente per i sette giorni di safari che ci attendono.
Prendiamo contatto con il referente locale , che ci fornirà la cucina da campo, e conosciamo i due autisti che ci faranno anche da guida per i prossimi giorni.
Intanto ci raggiungono gli altri due compagni di viaggio , che sono partiti con un giorno di ritardo dall’Italia.
Dopo colazione il giorno dopo partiamo per il parco “TARANGIRE” .
Bellissimo lo spettacolo cui assistiamo da uno spiazzo attrezzato per le soste , di un branco di elefanti che si reca a bere sulle rive del fiume sottostante.
Intanto un gruppo di babbuini dispettosi, ruba il cibo a dei turisti sprovveduti che l’avevano lasciato incustodito attratti dalla vista del branco di elefanti all’abbeverata.
Poco più avanti ci fermiamo incantati ad ammirare un altro gruppo di babbuini con diversi cuccioli che si divertono a giocare sotto l’attento controllo delle loro mamme .
Ci spostiamo al “LAKE MANIARA” e qui facciamo il primo incontro con il re della foresta , vediamo un leone maschio insieme a due femmine, anche se, semi nascosti dalla vegetazione e’ uno spettacolo emozionante vedere questi enormi felini liberi nel loro ambiente naturale .
Oltre ai leoni vediamo una miriade di animali, gazzelle; gnu;babbuini; giraffe , e tanti altri ancora. Nel pomeriggio partiamo per il “LAKE EYASI” la strada per il lago e’ sterrata polverosa e piena di buche , lungo questa valle desolata , ogni tanto si incontrano capanne poverissime dalle quali al,passaggio delle nostre auto compaiono delle donne e dei bambini che ci corrono incontro per salutarci.
Ma come fanno a vivere cosi , in un posto dove non c’e’ assolutamente nulla e le condizioni di vita sono durissime al limite della sopravivenza.
Arriviamo al campeggio quasi all’imbrunire e dopo aver montato le tende facciamo una cena frugale , domani sveglia alle sei.
Dopo colazione partenza per il lago, dove incontriamo una tribù di “BOSCIMANI” , ci portano a caccia con loro .
Che emozione, e’ difficile mantenere il loro passo sembra quasi che non tocchino il terreno nella loro andatura leggera , ma la nostra fatica nello stargli dietro viene premiata, dopo circa un ora di inseguimento una loro freccia avvelenata colpisce un “KUDU’ ” , una grossa antilope .
Il grosso animale continua la sua corsa inseguito dai cacciatori , che sanno che da li a poco il veleno della freccia farà effetto.
Infatti dopo circa mezzora seguendone le tracce trovano l’antilope morta .
Immediatamente iniziano a scuoiare l’animale lo tagliano a pezzi, e ne cuociono alcuni parti su un fuoco improvvisato .
L’odore di sangue che si sente e’ impressionante , e la scena davvero forte , sembra di essere agli albori della civiltà .
La scena dell’uccisione di quel bellissimo animale in un primo momento ci lascia tutti molto tristi , ma poi il pensiero che quell’uccisione e’ veramente finalizzata alla sopravvivenza di quegli uomini ci fa superare il momento e festeggiamo insieme a loro la buona cattura .
Dopo questa intensa giornata rientriamo alle tende dove prepariamo una buona cena con le nostre provviste , e dopo aver lavato i piatti, davanti ad un buon bicchiere di grappa(portata dall'Italia) riviviamo le tante emozioni della giornata.
Il giorno dopo partiamo per lo “NGORONGORO”, all’arrivo ci fermiamo al campeggio che si trova sui bordi del cratere .
Il posto e’ freddo e umido ,tutto intorno e’ buio , siamo stanchi ed un po’ depressi per le condizioni del tempo, prepariamo la cena in una struttura molto spartana, chiusa tutto intorno da una grossa rete metallica, questa volta ad essere chiusi in gabbia siamo noi e’ una sensazione strana , la rete serve a proteggerci dalle scimmie che attratte dall’odore del cibo potrebbero essere aggressive .
Dopo cena andiamo a dormire nelle nostre tende senza neanche svestirci , per meglio proteggerci dal freddo pungente, siamo a oltre 2000m slm .
Il mattino seguente la situazione non e’ migliorata c’e’ una fitta nebbiolina e piove .
Iniziamo la discesa verso il fondo del cratere un po’ preoccupati, questi giorni sono irripetibili , e visitare lo “NGORONGORO” in queste condizioni non e’ certo il massimo .
I nostri autisti si accorgono del nostro stato d’animo e ci tranquillizzano , la giornata migliorerà ci dicono, e cosi e’ , man mano che scendiamo lungo le pendici del cratere le nuvole si diradano e quello che si apre alla nostra vista e’ qualcosa che difficilmente dimenticheremo per tutta la vita.
Sembra di scendere nella valle incantata , mandrie di gnu, elefanti ,gazzelle, e tanti altri animali fanno bella mostra di loro in una cornice di foresta lussureggiante , in questo cratere c’e’ la più alta concentrazione di animali al mondo e’ davvero uno spettacolo entusiasmante .
Ancora una notte in tenda per riassaporare la giornata trascorsa e vivere l’emozione di dormire separati dalla savana solo dal sottile telo della nostra tenda , domani si parte per il “SERENGHETI” chissà quali sorprese ancora ci riserverà questo parco visto tante volte nei documentari dedicati agli animali africani.
Arriviamo al gate del Serengheti verso mezzogiorno , il parco e’ immenso si trova su un altopiano vasto come la Campania .
Il primo incontro che facciamo e’ con una famiglia di ghepardi che riposano all’ombra di un albero , poi e’ la volta di un branco di elefanti con numerosi cuccioli al seguito che si abbeverano ad una pozza .
Spettacolare e’ stato assistere al pasto di un gruppo di avvoltoi sulla carcassa di una zebra. Poi ci siamo fermati nei pressi di un laghetto dove gli autisti ci hanno fatto scendere per sgranchirci un po’ le gambe.
Nel lago c’era un enorme branco di ippopotami forse più di trenta che se ne stava in ammollo nelle fresche acque oltre a moltissimi uccelli acquatici e a diversi coccodrilli il tutto contornato da una meravigliosa vegetazione , non volevamo più andare via! Per la notte montiamo le tende in un area del “SERENGHETI chiamata “SERONERA” in uno spiazzo libero dove l’unica nostra sicurezza e’ rappresentata dalla presenza di un ranger armato , non c’e’ acqua, non c’e’ luce ,siamo in mezzo al Serengheti circondati da migliaia di animali e’ una emozione bellissima anche se ci fa un po’ paura .
Sveglia alle sei e trenta come al solito dopo aver smontato il campo partiamo per “LOBO” lungo la strada non si vedono molti animali , anche se il panorama e’ bellissimo, cosi decidiamo di uscire dal serengheti e dirigerci direttamente verso il lago “NATRON” che si trova a circa 200 chilometri di distanza, La strada e’ difficile e tortuosa , arriviamo in serata a “WASSO” e ci rechiamo al piccolo mercato per integrare le nostre scorte visto che nella zona del lago non troveremo altri punti di rifornimento .
lungo la strada ci fermiamo a visitare un villaggio “MASAI” , e per nostra grande fortuna capitiamo nel mezzo della festa per la scelta della sposa da parte di alcuni giovani guerrieri del villaggio. L’alternarsi dei canti delle donne con le danze tradizionali dei giovani guerrieri Masai e’ uno spettacolo indescrivibile saremmo voluti rimanere ad assistere a questo spettacolo per ore .
Purtroppo dobbiamo andare gli autisti ci chiamano preoccupati , la strada per il lago e’ ancora lunga e non possiamo rischiare di farci sorprendere dal buio sarebbe molto pericoloso cosi a malincuore lasciamo il villaggio .
Ci fermiamo per la notte a “WASSO” un piccolo villaggio, qui l’energia elettrica c’e ‘ solo dalle sette alle nove di sera , fornita da un piccolo gruppo elettrogeno .
La fatica che facciamo per raggiungere il lago “NATRON” e’ ripagata dallo spettacolo che offre il posto , arriviamo nei pressi del lago all’alba, i primi raggi di sole illuminano i numerosi fenicotteri rosa che ne popolano le rive, il calore del loro piumaggio e’ in netto contrasto con il paesaggio lunare del lago, sullo sfondo ammiriamo l’imponente vulcano “OL DOINYO LENGAI” , a completare il magnifico quadro alcuni masai che arrivano da chissà dove per venderci i loro poveri prodotti di artigianato.
Dopo tutti questi giri rientriamo ad Arusha dove ci congediamo dai nostri autisti il nostro safari finisce qui .
Continuiamo il nostro giro con un pulmino privato per recarci a “MARANGU” dove facciamo una puntata al parco nazionale del “KILIMANGIARO” la montagna più alta d’africa e dopo una bella passeggiata alle sue pendici rientriamo a Marangu dove la mattina dopo ci aspetta un bus che con sette ore di viaggio ci porterà a “DAR ES SALAAM” da dove prenderemo il traghetto per raggiungere l’isola delle spezie “ZANZIBAR” per trascorrervi sette giorni di mare .
I primi giorni li passiamo a “STONE TOWN” la bella capitale di Zanzibar di cui si intravedono gli antichi fasti, ma che ora sembra molto trascurata nella parte vecchia, nonostante faccia parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Visitiamo le piantagioni di spezie per cui l’isola e’ famosa ci rechiamo presso la tragica “PRISON ISLAN” l’isola da cui partiva la maggior parte del traffico di schiavi dall’africa verso l’Europa , divenuta ora un monumento in memoria di quei tristi traffici.
Per i giorni successivi ci spostiamo sulla costa est dell’isola a “JAMBIANI” , dove ci troviamo cosi bene in un piccolo villaggio gestito da gente del posto , che rinunciamo alla visita che avevamo in programma verso il nord dell’isola.
Le giornate le passiamo all’insegna di lunghe passeggiate sulla bianchissima sabbia e fantastici bagni nelle acque cristalline.
La principale attività degli abitanti del villaggio e’ rappresentata dalla pesca, mentre le donne si occupano della coltivazione delle alghe .
Le alghe vengono coltivate in piccoli orti realizzati in mare , che compaiono e scompaiono a seconda delle maree, infatti quando il mare si ritira le donne si recano presso i loro orti sommersi da pochi centimetri di acqua e raccolgono le alghe mature , per poi rientrare con i loro sacchi pieni quando l’alta marea copre completamente gli orti con quasi un metro d’acqua e cosi quotidianamente in un ciclo scandito dalle maree giorno dopo giorno in un contesto di una serenità assoluta in cui ci caliamo beatamente trascorrendo gli ultimi giorni di questo viaggio cosi intenso e ricco di emozioni.





un grazie a Maya,Nevina,Silvia,Sonia,Giampaolo, per aver reso se possibile questo viaggio ancora più bello.




Arrivederci tanzania e grazie per i magnifici ricordi che ci hai regalato. Annarita e Aldo